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Lo stato dell'arte sulle conoscenze e sulla prevenzione dei tumori

Negli ultimi cinquant’anni, in tutti i paesi del mondo, tranne il Messico e la Turchia, c’è stato un aumento dell’incidenza dei tumori. In Europa, attualmente, ci troviamo collocati tra gli Stati Uniti, la nazione più colpita da questa incredibile situazione, e il Messico e la Turchia. Molti obiettano che questo aumento è in gran parte legato alle attuali, maggiori possibilità diagnostiche, ma, per molti motivi, questa obiezione ha scarso valore. In Europa negli ultimi vent’anni si sono raddoppiati i tumori del Seno e triplicati quelli della Prostata. Possiamo schematicamente affermare che, al momento attuale, una donna su 5-6 è destinata ad avere un tumore del Seno e un uomo su 3-4 un tumore della Prostata.

Le Leucemie sono aumentate del 30% negli adulti e, addirittura, del 100% nei bambini. Si sono raddoppiati i tumori del Testicolo, si sono triplicati quelli della Tiroide e i Melanomi, la cui causa principale è la quantità di raggi ultravioletti, soprattutto del tipo B, che arrivano alla nostra pelle.

Per spiegare questa triste situazione bisogna ricordare che un tumore su 4 è legato al fumo di sigaretta. Va ricordato che non è il tabacco di per sé a fare più male, ma la sua combustione, che produce sostanze mutagene, e produce anche policarburi aromatici, che contribuiscono a creare la dannosa condizione di stress ossidativo. Anche l’abuso di alcool e di grassi animali, l’obesità, la sedentarietà, lo stress, sono tutti fattori che favoriscono lo sviluppo dei tumori. Però nessuno di questi fattori è in grado, da solo, di causare una mutazione genetica, cioè a carico del DNA delle nostre cellule.

Poiché è stato ormai ampiamente dimostrato che non si hanno tumori, senza che prima sia avvenuta una mutazione genetica, si è pensato che ci doveva essere qualcos’altro. Si è finalmente scoperto che questo qualcos’altro è l’ambiente in cui oggi viviamo. Entrano, a questo punto, prepotentemente in causa i fattori ambientali.

Non è stato finora chiarito se, percentualmente, sia il 40% o il 60% dei tumori quello legato allo stile di vita o quello legato ai fattori ambientali. Comunque la cancerogenesi è un fenomeno complesso, con fasi successive che sono definite Promozione e Iniziazione delle cellule da parte di fattori, che possono essere esogeni o endogeni.

Esiste infatti una fase iniziale, detta Promozione, che crea le condizioni per la comparsa di una mutazione. Questa fase è costituita dalle infiammazioni non specifiche, che stimolano la mitosi (=divisione) cellulare normale. Queste infiammazioni non specifiche creano un eccesso di Radicali Liberi Ossidativi(ROS), e quindi favoriscono la comparsa della fase successiva, detta Iniziazione. E’ in questa fase che avvengono le mutazioni causate dallo stress ossidativo, dall’induzione da parte di sostanze cancerogene, che riescono a influire ed a modificare il DNA cellulare.

Ma ci sono anche altri meccanismi di mutazione genetica che sono in particolare la deaminazione delle basi del DNA e la glicazione. Per esempio le molecole di aldeide e di formaldeide sono in grado di amplificare e di sommarsi allo stress ossidativo, provocando glicazione, cioè la formazione di addotti di zuccheri a livello del DNA. Sembra si possa con certezza dire che sono necessarie da 3 a 6 mutazioni, in una cellula matrice normale, perché essa possa dare origine a una proliferazione di cellule tumorali.

Per quanto riguarda le cause ereditarie dei tumori, si stima che esse siano decisive solo in una percentuale che varia, a seconda del tipo istologico, dal 1% al 5%.

Le cellule sane e maligne si differenziano anche per il loro metabolismo. Dopo che il premio Nobel Otto Warburg è stato deriso e contrastato per decenni nel mondo scientifico, è stato ora finalmente provato scientificamente l’effetto-Warburg della glicolisi aerobia nelle cellule tumorali. Infatti la misura della produzione di lattato si correla positivamente con la malignità del tumore e la cattiva prognosi, dato che le cellule cancerogene si proteggono dal sistema immunitario e dalla chemio e dalla radioterapia attraverso l’acido lattico. Da questo si deduce che aiutare la degradazione dell’acido lattico è un compito centrale nel trattamento anti-tumorale.

Le cellule tumorali sono in grado di coprire tutto il loro fabbisogno energetico attraverso la fermentazione, metodo che fornisce abitualmente energia solo agli esseri viventi inferiori. Questo a differenza di tutte le cellule normali del nostro organismo, che coprono tutto il loro fabbisogno energetico attraverso la respirazione, e quindi utilizzando ossigeno. Si è anche scoperto che la maggior parte delle cellule cancerogene che chiameremo Quasi Normali sono meno aggressive e se sono impiantate in un altro tessuto non provocano alcun tumore. Invece le cellule cancerogene che chiameremo Molto Aggressive si distinguono per il loro metabolismo embrionale, particolarmente attivo nella fermentazione, e per i marker cellulari embrionali. Comunque tutte le cellule cancerogene non sono selettive, usano tutte le possibilità e le fonti nutritive che permettono loro un rapido metabolismo, avendo come unico scopo la loro sopravvivenza e la loro rapida moltiplicazione. Esse producono acido lattico in grande quantità perché, a differenza delle cellule normali, non trasformano solo il glucosio in acido lattico, ma sono anche in grado di produrlo dalle proteine, rilasciando ammoniaca. Questo fa si che nel malato di tumore il fegato debba affrontare carichi enormi, ancora più accentuati se il paziente si alimenta con troppe proteine, quando è già sovraccaricato dall’intossicazione dell’acido lattico e da altre tossine metaboliche del tumore.

Basteranno poche centinaia di questo tipo di cellule Molto Aggressive che vengano impiantate in un altro tessuto per sviluppare un tumore. Queste cellule non muoiono di solito attraverso la chemio o la radioterapia, in quanto non vanno in apoptosi.

Infatti con la chemio o la radioterapia la massa tumorale viene ridotta di dimensione, ma purtroppo le cellule Molto Aggressive si salvano e proliferano. La loro ridotta respirazione cellulare, che come abbiamo visto, avviene attraverso la fermentazione, fornisce oggi anche la spiegazione di un altro fenomeno conosciuto fin dai tempi dello scienziato tedesco Wilhelm von Brehmer. Egli aveva scoperto che il sangue venoso dei malati di cancro era più alcalino rispetto a quello di una persona sana. Infatti proprio a causa della ridotta respirazione cellulare, tipica del tumore, l’anidride carbonica che viene prodotta in queste condizioni in minore quantità, acidifica troppo poco il sangue. Quindi la capacità tampone del bicarbonato del sangue diminuisce e l'acido lattico tossico viene portato via dal tessuto con maggiore difficoltà. E' importante ricordare, a questo proposito, la grande importanza dell'attività sportiva. Lo sport aumenta la respirazione cellulare e acidifica il sangue attraverso l'acido carbonico e l'acido lattico, che vengono prodotti in maggiore quantità riuscendo così ad accrescere la capacità tampone del bicarbonato.