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Mie considerazioni sulla scienza medica: Il futuro della medicina

E intanto i medici continuano a suddividersi sempre più in molteplici specializzazioni, col reale pericolo di creare o amplificare malattie che potrebbero o guarire spontaneamente o risolversi con cure mediche o interventistiche molto più semplici e meno invasive. Si rischia di vedere solo una parte del corpo, spesso senza la visione unitaria e complessiva del paziente inteso come un unicum di corpo e di mente.

Serve invece una formazione interdisciplinare perché la superspecializzazione, che oggi si sta diffondendo, rischia di confinare il medico in un piccolo angolo della medicina, conducendolo a un isolamento intellettuale. Questo può risultare molto dannoso perché il compito più alto del medico non è solo quello di curare, ma anche quello di prevenire l’insorgenza delle malattie.

Ricordiamo a questo proposito che nell’antica Cina i medici venivano pagati per tutto il tempo che il paziente rimaneva sano, perché quando il paziente si ammalava i medici che lo avevano in cura non venivano più pagati.

E’ ormai appurato che quando una persona si ammala, la causa è spesso un malfunzionamento del sistema immunitario, che è la prima linea di difesa dell’organismo contro la malattia. Esso opera come un sofisticatissimo sistema di sorveglianza che controlla continuamente il nostro corpo per scoprire la presenza di virus, batteri e altre entità esterne, comprese alcuni tipi di cellule tumorali.

Se il nostro sistema immunitario è sano e forte allora ci manterrà in buona salute. Se invece esso si indebolisce perderà la capacità di respingere le infezioni virali e batteriche, oppure non sarà più in grado di distinguere tra cellule normali e cellule tumorali e darà la possibilità di sviluppo ad alcune forme di cancro.

E’ necessario a questo proposito ricordare, la storia della medicina dell’Ottocento e di almeno la prima metà del Novecento lo conferma, i frequenti fallimenti e i pericoli di una medicina accademica spesso dogmatica e, a volte, se pure in buona fede, troppo autoreferenziale.

La medicina moderna, che poggia sul metodo sperimentale, è spesso costretta a ritrattare ciò che in precedenza aveva considerato come vero e affidabile. Un esempio facile da osservare è il frequente ritiro dal commercio di farmaci, che per anni erano stati considerati validi e innovativi, e che col tempo si sono invece rivelati inutili o anche dannosi.

Un sistema ideale di medicina dovrebbe essere in grado di prevenire l’insorgenza e di curare efficacemente ogni tipo di malattia, promuovere la longevità, essere libero da effetti collaterali indesiderati, essere economico e di facile applicazione. Si è ormai evidenziato senza alcun dubbio che l’organismo umano funziona come un sistema che, in tempo reale e continuamente, si regola e reagisce alle stimolazioni psichiche.

Grazie agli studi sullo stress e sulla neurobiologia delle emozioni, si è visto che ogni evento che susciti a livello psichico emozioni intense e profonde, scatena risposte somatiche a livello neurovegetativo, endocrino ed immunitario. Esiste infatti un legame profondo tra pensiero, energia vitale e benessere fisico. Ognuno di noi, se attento osservatore, lo potrà ogni giorno constatare sulla propria persona. Sembra si possa affermare, con sufficiente certezza, che immagini mentali, attitudini ed emozioni siano in grado di determinare malattia o benessere, attraverso meccanismi che poi, a livello cellulare, diventeranno quasi esclusivamente biochimici.

Per capire cosa significhi questo, basti pensare al fatto che il corpo umano è formato da circa centomila miliardi di cellule e che ognuna di queste cellule produce diecimila reazioni bio-elettro-chimiche al secondo, reazioni che devono essere correlate quasi istantaneamente ed in modo sicuro. E che ogni notte muoiono circa mille miliardi di cellule, che vengono sostituite da altrettante.

Il coordinamento di un numero così elevato di cellule presenti nel nostro corpo e le complesse, indispensabili segnalazioni elettromagnetiche e chimiche non possono avvenire solo per mezzo di interazioni fisiche e chimiche.

Dai tempi di Newton la fisica ha fatto grandi passi in avanti ed ha scoperto aspetti sempre più sottili della realtà.

La fisica moderna, e in particolare la teoria della relatività e la meccanica quantistica(MQ), sono in grado di dimostrare, attraverso il concetto di “campo”, la profonda interconnessione che regna in tutto l’universo. La MQ ha permesso di capire cosa accade a livello riduzionistico profondo (come costruire bombe atomiche, laser, computer, etc.). Va ricordato a questo proposito che, per quanto riguardo l’essere umano, la mentalità riduzionistica considera la risposta dell’organismo sempre proporzionale allo stimolo. 

Però le relative implicazioni filosofiche, su cui i fondatori della MQ (Bohm, Bohr, de Broglie, Einstein, Eisenberg,etc. ) ebbero pareri anche contrastanti, (Einstein, come è ben noto, considerava il tempo come l’aspetto relativo di una realtà assoluta) non sono finora riuscite a esercitare un‘importante effetto di notevole cambiamento sulla visione scientifica del mondo, che, anche a livello di persone di buona cultura generale, rimane ancora adesso quella classica.

Invece agli occhi di un esperto di fisica quantistica la realtà assume un carattere del tutto speciale, perché l’infinita molteplicità dei fenomeni che avvengono in natura sono oggi riconducibili all’interazione di quattro forze fondamentali: l’Elettromagnetica: responsabile di elettricità e di magnetismo, l’Interazione forte: responsabile della coesione dei nuclei atomici, l’Interazione debole: responsabile del fenomeno della radioattività e infine la Forza di gravità: responsabile dei moti dei pianeti. Negli ultimi anni grandi sforzi sono stati compiuti dagli scienziati per cercare di giungere a una comprensione unitaria di queste quattro forze.

Alla fine degli anni sessanta del secolo scorso è stato dimostrato che la forza Elettromagnetica e l’Interazione debole possono essere tra loro unificate. Così il numero delle forze fondamentali si è ridotto a tre. Recentemente alcuni fisici d’avanguardia hanno proposto la teoria della ”Supergravità”, poi evoluta nella teoria della “Superstringa”, che unifica le forze fondamentali e postula l’esistenza di un “Campo Unificato” di tutte le leggi di natura.

Se per esempio noi osserviamo dei bambini giocare, un fiore sbocciare o la luna alzarsi di notte alta nel cielo, di solito non pensiamo che questi fatti, in apparenza così diversi tra loro, sono legati all’azione di poche forze invisibili o addirittura all’azione di una unica forza. Infatti quello che noi, con i nostri organi di senso e con la nostra mente, riusciamo a percepire del mondo fisico che ci circonda, nel comune stato di veglia, è molto limitato e non ci permette di vedere i livelli più sottili della realtà.

Per indagare più a fondo nella natura delle cose la scienza fa uso di strumenti come il microscopio o il telescopio, che permettono di ampliare il raggio di attività dei nostro sensi. Purtroppo anche questi strumenti hanno i loro limiti, che sono poi i limiti della scienza moderna.

Il modo in cui noi percepiamo il nostro corpo quando è in buona salute è quello di una struttura solida, stabile, ben localizzata nello spazio e nel tempo e relativamente indipendente dall’ambiente esterno. Se invece andiamo ad approfondire la natura intima di esso, scopriamo che non è così. Le cellule che compongono il nostro corpo sono formate da atomi. Gli atomi sono formati a loro volta da un piccolo nucleo costituito da piccolissime particelle a carica elettrica positiva: i protoni e da particelle senza carica elettrica: i neutroni. (Per precisione va detto che in natura esiste un solo elemento il cui nucleo atomico è costituito solo da protoni: è il prozio, cioè l’isotopo dell’idrogeno). Il nucleo, in posizione centrale, è circondato da uno spazio vuoto, molto vasto in proporzione alla dimensione del nucleo, in cui si muovono continuamente piccolissime particelle a carica elettrica negativa che sono gli elettroni. E’ come dire che all’interno del nostro corpo, anche a livello di una struttura infinitamente piccola come gli elettroni, tutto è velocissimo movimento. Questo vuol significare che tutto in natura si muove, e quindi anche nel nostro corpo tutto è continuo movimento. 

Pensiamo a questo proposito che le cellule del nostro corpo vengono continuamente rimpiazzate come pure i materiali che le compongono. Studi effettuati con radiotraccianti hanno evidenziato che tutti gli atomi del nostro corpo vengono completamente sostituiti nel giro di pochi anni. E’ come affermare, anche se non sempre noi riusciamo a percepire questo cambiamento, che il corpo che abbiamo ora non è più il corpo che avevamo dieci anni fa, perchè dal punto di vista dei materiali che lo compongono esso è completamente nuovo. Questo fenomeno si chiama ”Turn-Over” ed è ben noto al mondo scientifico.

E’ suggestivo ricordare che più di duemilacinquecento anni fa Eraclito, il filosofo di Efeso, aveva postulato il celebre aforisma: ”Panta rhei òs potamos” col significato letterale che nel mondo ogni cosa, quindi anche il nostro corpo, la nostra mente, la natura che ci circonda sono in perenne e continuo cambiamento e movimento come l’acqua di un fiume. Infatti non ci si potrà mai bagnare due volte nella stessa acqua dello stesso fiume, perché l’acqua che vediamo in questo momento scorrere nel fiume sembra, ma non sarà mai quella che, pochi attimi prima, avevamo visto scorrere. 

Nell’affermazione di Eraclito era anche implicito il concetto che nella vita il perenne mutamento che avviene sia dentro che fuori di ognuno di noi, non è solo materiale, non riguarda cioè solo il nostro corpo, ma è anche e soprattutto spirituale, cioè riguarda la nostra mente, la nostra anima. 

A questo punto si pone una domanda: se il nostro corpo è sede di un continuo, grande cambiamento, perché il nostro aspetto fisico, i nostri sentimenti, le nostre preferenze rimangono abbastanza costanti nel tempo?

La spiegazione è nella presenza nel nucleo di tutte le nostre cellule del DNA, cioè di quella meravigliosa e sofisticatissima struttura, di quel punto fisso intorno al quale ruotano tutti i processi di cambiamento.

Lo potremmo definire l’intelligenza della natura che sottende ai fenomeni della vita. Per fare un paragone semplice lo potremmo paragonare a un piccolo seme che ha racchiuso in se, con estrema precisione, tutte quelle potenzialità che porteranno all’origine ed alla crescita di un grande albero. Si è scoperto, in tempi recenti, che quello che conta nella molecola del nostro DNA non sono tanto i materiali chimici che lo compongono, ma la disposizione intelligente di essi.

Lo studio del DNA ci fa comprendere che per compiere passi avanti nella ricerca medica, dovremo rivedere i correnti paradigmi di anatomia e di fisiologia del nostro corpo, il che vuol dire che dovremo quasi reinventare una nuova visione di esso. Però, grazie a Dio, la ricerca non si è mai fermata.

In Italia lo scienziato Prof. P.Spaggiari è il capostipite di una scuola che sostiene, a buon diritto, una visione molto suggestiva delle cause delle malattie, della possibilità di poterle prevenire e guarire. Egli si ispira anche al biofisico Prof. F.A. Popp, che ha potuto dimostrare che un disordine elettromagnetico precede sempre un disordine biochimico. Sembra si possa affermare che il messaggio elettromagnetico, che avviene a distanza, sia un meccanismo fondamentale della biologia, cioè della vita, e sia addirittura più importante dell’incontro ravvicinato che avviene per mezzo di reazioni di tipo biochimico. E’ questa la “Medicina Quantistica”, da cui ci si attendono, per la medicina del terzo millennio, grandi risultati.

E’ importante sapere che oggi, nei paesi industrializzati, circa il 70-80% dei pazienti soffre di disturbi che potremmo chiamare ”preclinici”. Infatti spesso non sono rilevabili con i tradizionali esami diagnostici e non possono quindi essere risolti in questo stadio. E’ verosimile che spesso siano la conseguenza del fatto che tutti i settori della vita sociale vengono, e saranno sempre più intaccati nella loro integrità, dalle regole di un consumismo sempre più sfrenato e fine e se stesso, fino a che l’ideale di benessere e di felicità, che di per sé è umano e giustificabile, sarà correlato solo ed esclusivamente al possesso materiale. Va ricordato che la chiave della salute perfetta non va ricercata all’esterno, ma all’interno di se stessi. La salute infatti nasce dal livello più profondo e fondamentale della coscienza, definendo la coscienza quell’equilibrio che coordina le attività del corpo e della mente. 

Si dovrà anche sempre sapere che non vi è vera guarigione senza un cambiamento del nostro modo di vivere, senza la pace dell’anima, senza una sensazione di profonda gioia interiore.

Lo scritto che segue, opera dell'esimio prof Francesco Alberoni, ci aiuterà meglio a capire quanto fin qui affermato:

Le mete irraggiungibili ci rendono fragili