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LAVORO PERCHE' CONTINUO A IMPARARE E IMPARARARE PER ME E' UN PIACERE !!

Ipse dixit

LA RICERCA DI UN MEDICO,  PER  LA  QUALE  A  VOLTE NON SI PUO' FARE UN ANNUNCIO  SUL GIORNALE,

E' ALTRETTANTO INTIMA QUANTO QUELLA D' UN MARITO E D'UNA MOGLIE.

ANZI E' PIU' FACILE TROVARE UNA BUONA MOGLIE, CHE TROVARE UN MEDICO DISPOSTO AD OCCUPARSI DI TE QUANDO OCCORRE

E CHE TI CAPISCA PER INTERO, TUTTO QUANTO

ALEKSANDR I. SOLZENICYN

(Scrittore Russo-Premio Nobel)

 

GENTE PER CUI LA SOFFERENZA DEGLI ALTRI E’ MATERIA D’UFFICIO, DI MESTIERE, COME AD ESEMPIO I MEDICI, I GIUDICI,I POLIZIOTTI, 

CON LO SCORRERE DEL TEMPO, IN FORZA DELL’ABITUDINE, S’INCALLISCONO A TAL SEGNO, CHE MAGARI VORREBBERO, MA NON POSSONO TRATTAR PIU’I LORO CLIENTI IN ALTRO MODO CHE NON SIA FORMALISTICO. 

E,SOTTO QUESTO ASPETTO, COLORO NON DIFFERISCONO IN NULLA DAL CONTADINO CHE,NEL SUO CORTILE, ALL’APPROSSIMARSI DELLE FESTE NATALIZIE, SGOZZA MONTONI E VITELLI SENZA NEPPURE FAR CASO AL SANGUE

ANTON CHECOV

(Medico e Scrittore Russo)

Codice europeo contro il cancro

(Per gentile concessione dell’Istituto Europeo di Oncologia Fondato dal Prof. U.Veronesi)

 

 

 

ADOTTANDO UNO STILE DI VITA PIU’ SALUTARE E’ POSSIBILE EVITARE ALCUNE NEOPLASIE E MIGLIORARE LO STATO DI SALUTE: SE DIAGNOSTICATI IN TEMPO MOLTI TUMORI SONO CURABILI

  1. Non fumare; se fumi, smetti. Se non riesci a smettere, non fumare in presenza di non fumatori
  2. Evita l'obesità
  3. Fa ogni giorno attività fisica
  4. Mangia ogni giorno frutta e verdura: almeno cinque porzioni. Limita il consumo di alimenti contenenti grassi di origine animale
  5. Se bevi alcolici, che siano birra, vino o liquori, modera il loro consumo: due bicchieri di vino o di birra al giorno se sei uomo, uno se sei donna; un bicchierino di liquore non più di due volte alla settimana
  6. Evita l'eccessiva esposizione al sole. E' di grande importanza proteggere bambini ed adolescenti. Gli individui che hanno la tendenza a scottarsi al sole devono evitare per tutta la vita una eccessiva esposizione
  7. Osserva scrupolosamente le raccomandazioni per prevenire l'esposizione, per cause professionali o per cause ambientali, ad agenti cancerogeni ben noti, incluse le radiazioni ionizzanti
  8. Rivolgiti ad un medico se noti la presenza di: una tumefazione; una ferita che non guarisce, anche nella bocca; un neo che cambia forma, dimensioni o colore; ogni sanguinamento anormale; la persistenza di alcuni sintomi quali tosse, raucedine, acidità di stomaco, difficoltà a deglutire; cambiamenti inspiegabili come perdita dell'appetito, perdita di peso, modifiche delle abitudini intestinali o urinarie.

 

ESISTONO PROGRAMMI DI SALUTE PUBBLICA CHE POSSONO PREVENIRE LO SVILUPPO DI NEOPLASIE O AUMENTARE LA PROBABILITA’ DI POTERLE CURARE

  1. Le donne dai 25 anni in su dovrebbero essere coinvolte in screening per il carcinoma della cervice uterina con la possibilità di sottoporsi periodicamente a strisci vaginali(PAP Test), eseguendo contemporaneamente anche il test HPV.
  2. Le donne sopra i 50 anni dovrebbero essere coinvolte in screening per il carcinoma mammario con la possibilità di sottoporsi periodicamente a mammografia
  3. Individui con più di 50 anni dovrebbero essere coinvolti in screening per il cancro colonrettale e, nel caso dei maschi anche per il cancro prostatico
  4. Partecipa ai programmi di vaccinazione contro l'epatite B e contro l'HPV. La caccinazione contro il papilloma virus è consigliata all'erà di circa 12 anni

 

IL PROGRAMMA NCP DELLA GERMAN CANCER SOCIETY

Il Cancro è oggi la malattia più frequente, in grado di colpire virtualmente ogni organismo vivente, compresi gli organismi vegetali. Si calcola che una persona su quattro è colpita dal Cancro e che circa una persona su sei muore di questa malattia.
Perciò la sfida contro questa malattia è sempre più urgente ed indifferibile.
Numerosi e recenti studi confermano la stretta relazione con lo stile di vita, le abitudini alimentari e la patologia tumorale. Un dato fondamentale proviene dall’U.S.A. National Cancer Institute: stabilisce che il 35% di tutti i tipi di tumore sono influenzati dalla dieta. In particolare, alcune combinazioni di cibi ad alto contenuto di grassi saturi di origine animale e basso contenuto di fibre, sono state identificate come elevato fattore di rischio. Per esempio, nel caso di tumore della Prostata, in letteratura si è dimostrato che aumentando il consumo di grassi saturi di origine animale da 10 a 30 grammi al giorno, si raddoppia il fattore di rischio per questo tipo di malattia.
I risultati di questi lavori sono così promettenti che la German Cancer Society raccomanda un programma denominato NCP per la prevenzione dei tumori ormono-dipendenti che nell’Uomo sono principalmente quelli della Prostata, nella Donna quelli del Seno, Utero, Ovaie.
Esso Prevede:

  1. Riduzione del sovrappeso
  2. Restrizione del consumo dei grassi saturi di origine animale, uso di acidi grassi poli-insaturi, uso di olii di oliva e di pesce
  3. Controllo dei radicali liberi con un’alimentazione ricca di frutta e verdura
  4. Uso di cibi ricchi di fibre
  5. Riduzione del consumo di alcool per diminuire il livello degli estrogeni
  6. Una regolare attività fisica
  7. Assunzione di cibi ricchi di Isoflavoni per un’azione SERM a livello dei recettori degli estrogeni. Ricordiamo che gli Isoflavoni sono contenuti in molti vegetali: Agrumi, Soia, Trifoglio rosso, etc

Lo stato dell'arte sulle conoscenze e sulla prevenzione dei tumori

Negli ultimi cinquant’anni, in tutti i paesi del mondo, tranne il Messico e la Turchia, c’è stato un aumento dell’incidenza dei tumori. In Europa, attualmente, ci troviamo collocati tra gli Stati Uniti, la nazione più colpita da questa incredibile situazione, e il Messico e la Turchia. Molti obiettano che questo aumento è in gran parte legato alle attuali, maggiori possibilità diagnostiche, ma, per molti motivi, questa obiezione ha scarso valore. In Europa negli ultimi vent’anni si sono raddoppiati i tumori del Seno e triplicati quelli della Prostata. Possiamo schematicamente affermare che, al momento attuale, una donna su 5-6 è destinata ad avere un tumore del Seno e un uomo su 3-4 un tumore della Prostata.

Le Leucemie sono aumentate del 30% negli adulti e, addirittura, del 100% nei bambini. Si sono raddoppiati i tumori del Testicolo, si sono triplicati quelli della Tiroide e i Melanomi, la cui causa principale è la quantità di raggi ultravioletti, soprattutto del tipo B, che arrivano alla nostra pelle.

Per spiegare questa triste situazione bisogna ricordare che un tumore su 4 è legato al fumo di sigaretta. Va ricordato che non è il tabacco di per sé a fare più male, ma la sua combustione, che produce sostanze mutagene, e produce anche policarburi aromatici, che contribuiscono a creare la dannosa condizione di stress ossidativo. Anche l’abuso di alcool e di grassi animali, l’obesità, la sedentarietà, lo stress, sono tutti fattori che favoriscono lo sviluppo dei tumori. Però nessuno di questi fattori è in grado, da solo, di causare una mutazione genetica, cioè a carico del DNA delle nostre cellule.

Poiché è stato ormai ampiamente dimostrato che non si hanno tumori, senza che prima sia avvenuta una mutazione genetica, si è pensato che ci doveva essere qualcos’altro. Si è finalmente scoperto che questo qualcos’altro è l’ambiente in cui oggi viviamo. Entrano, a questo punto, prepotentemente in causa i fattori ambientali.

Non è stato finora chiarito se, percentualmente, sia il 40% o il 60% dei tumori quello legato allo stile di vita o quello legato ai fattori ambientali. Comunque la cancerogenesi è un fenomeno complesso, con fasi successive che sono definite Promozione e Iniziazione delle cellule da parte di fattori, che possono essere esogeni o endogeni.

Esiste infatti una fase iniziale, detta Promozione, che crea le condizioni per la comparsa di una mutazione. Questa fase è costituita dalle infiammazioni non specifiche, che stimolano la mitosi (=divisione) cellulare normale. Queste infiammazioni non specifiche creano un eccesso di Radicali Liberi Ossidativi(ROS), e quindi favoriscono la comparsa della fase successiva, detta Iniziazione. E’ in questa fase che avvengono le mutazioni causate dallo stress ossidativo, dall’induzione da parte di sostanze cancerogene, che riescono a influire ed a modificare il DNA cellulare.

Ma ci sono anche altri meccanismi di mutazione genetica che sono in particolare la deaminazione delle basi del DNA e la glicazione. Per esempio le molecole di aldeide e di formaldeide sono in grado di amplificare e di sommarsi allo stress ossidativo, provocando glicazione, cioè la formazione di addotti di zuccheri a livello del DNA. Sembra si possa con certezza dire che sono necessarie da 3 a 6 mutazioni, in una cellula matrice normale, perché essa possa dare origine a una proliferazione di cellule tumorali.

Per quanto riguarda le cause ereditarie dei tumori, si stima che esse siano decisive solo in una percentuale che varia, a seconda del tipo istologico, dal 1% al 5%.

Le cellule sane e maligne si differenziano anche per il loro metabolismo. Dopo che il premio Nobel Otto Warburg è stato deriso e contrastato per decenni nel mondo scientifico, è stato ora finalmente provato scientificamente l’effetto-Warburg della glicolisi aerobia nelle cellule tumorali. Infatti la misura della produzione di lattato si correla positivamente con la malignità del tumore e la cattiva prognosi, dato che le cellule cancerogene si proteggono dal sistema immunitario e dalla chemio e dalla radioterapia attraverso l’acido lattico. Da questo si deduce che aiutare la degradazione dell’acido lattico è un compito centrale nel trattamento anti-tumorale.

Le cellule tumorali sono in grado di coprire tutto il loro fabbisogno energetico attraverso la fermentazione, metodo che fornisce abitualmente energia solo agli esseri viventi inferiori. Questo a differenza di tutte le cellule normali del nostro organismo, che coprono tutto il loro fabbisogno energetico attraverso la respirazione, e quindi utilizzando ossigeno. Si è anche scoperto che la maggior parte delle cellule cancerogene che chiameremo Quasi Normali sono meno aggressive e se sono impiantate in un altro tessuto non provocano alcun tumore. Invece le cellule cancerogene che chiameremo Molto Aggressive si distinguono per il loro metabolismo embrionale, particolarmente attivo nella fermentazione, e per i marker cellulari embrionali. Comunque tutte le cellule cancerogene non sono selettive, usano tutte le possibilità e le fonti nutritive che permettono loro un rapido metabolismo, avendo come unico scopo la loro sopravvivenza e la loro rapida moltiplicazione. Esse producono acido lattico in grande quantità perché, a differenza delle cellule normali, non trasformano solo il glucosio in acido lattico, ma sono anche in grado di produrlo dalle proteine, rilasciando ammoniaca. Questo fa si che nel malato di tumore il fegato debba affrontare carichi enormi, ancora più accentuati se il paziente si alimenta con troppe proteine, quando è già sovraccaricato dall’intossicazione dell’acido lattico e da altre tossine metaboliche del tumore.

Basteranno poche centinaia di questo tipo di cellule Molto Aggressive che vengano impiantate in un altro tessuto per sviluppare un tumore. Queste cellule non muoiono di solito attraverso la chemio o la radioterapia, in quanto non vanno in apoptosi.

Infatti con la chemio o la radioterapia la massa tumorale viene ridotta di dimensione, ma purtroppo le cellule Molto Aggressive si salvano e proliferano. La loro ridotta respirazione cellulare, che come abbiamo visto, avviene attraverso la fermentazione, fornisce oggi anche la spiegazione di un altro fenomeno conosciuto fin dai tempi dello scienziato tedesco Wilhelm von Brehmer. Egli aveva scoperto che il sangue venoso dei malati di cancro era più alcalino rispetto a quello di una persona sana. Infatti proprio a causa della ridotta respirazione cellulare, tipica del tumore, l’anidride carbonica che viene prodotta in queste condizioni in minore quantità, acidifica troppo poco il sangue. Quindi la capacità tampone del bicarbonato del sangue diminuisce e l'acido lattico tossico viene portato via dal tessuto con maggiore difficoltà. E' importante ricordare, a questo proposito, la grande importanza dell'attività sportiva. Lo sport aumenta la respirazione cellulare e acidifica il sangue attraverso l'acido carbonico e l'acido lattico, che vengono prodotti in maggiore quantità riuscendo così ad accrescere la capacità tampone del bicarbonato.

Johns Hopkins: 19 maggio 1795, 24 dicembre 1873

Più di un secolo fa Johns Hopkins, un ricco commerciante di Baltimora ( USA ), lasciò alla sua morte un lascito di ben 7 milioni di dollari insieme a un mandato che avrebbe cambiato il volto della formazione medica in tutti gli Stati Uniti e oltre.

L’ingente somma di denaro doveva servire per costruire nel cuore della città di Baltimora, Maryland, un Ospedale ed una Università Medica di altissima levatura, in cui tutti i pazienti ricchi e poveri, bianchi o di colore, avrebbero potuto ricevere cure.

Dall’origine dell’istituzione i Docenti hanno capito che per praticare bene la medicina, i giovani medici hanno bisogno di formarsi principalmente al letto del malato, stando a fianco di un Veterano, cioè di un medico affermato, la cui conoscenza ed esperienza sono il modo migliore per crescere nell’arte medica.

Venivano così applicate alla lettera le idee di William Osler. Questo celebre scienziato, conosciuto da ogni medico per avere scoperto la malattia che porta appunto il suo nome, fu il primo Capo di medicina presso il Johns Hopkins Hospital.

Egli affermava “ La medicina è appresa accanto al letto del malato e non in aula… Guarda e poi fa ricerca, confronto e controllo. Ma prima guarda bene il malato! ”

Johns Hopkins University School of Medicine

Fin dal suo inizio, nell’anno 1893, la Johns Hopkins University School of Medicine ha rivoluzionato la formazione dei medici, la pratica della medicina e della ricerca medica nazionale ed internazionale mediante l’applicazione di standard senza precedenti nella formazione medica.
Sono stati stabiliti requisiti di ammissione molto rigidi. Per la prima volta negli Stati Uniti, le donne sono state ammesse come studenti di medicina su base di uguaglianza con gli uomini.

La Johns Hopkins mantiene tuttora quello spirito innovativo. Riceve annualmente più assegni di ricerca dal National Institutes of Health di qualsiasi altra scuola di medicina degli USA e costantemente è classificata tra le prime due scuole mediche del Paese da US News & World Report. Per esempio: nel 2009 ha lanciato un nuovo programma denominato “ i geni per la società “, basato sulla propria conoscenza avanzata delle basi genetiche delle malattie umane. I suoi concetti chiave includono la variabilità umana, il rischio e la capacità di perfezionare la diagnosi della malattia e di migliorare i risultati.

NUMERO DEGLI STUDENTI ANNO 2014

1.417 suddivisi in 463 studenti MD, 870 studenti Ph.D, 64 studenti MD/Ph.D
12 Master of Arts Candidati, 8 Master of Sciences Candidati

Frugoni un medico all'antica

Quando nacque (Brescia 4 maggio 1881, Roma 5 gennaio 1978) erano ancora vivi Darwin e Pasteur. La medicina, allora, era abbastanza primordiale, non esistevano le radiografie, si usavano i salassi e le sanguisughe, una polmonite era quasi sempre mortale – tre anni prima proprio una polmonite s’era portato via Vittorio Emanuele II – la tubercolosi mieteva milioni di vittime ogni anno. Erano i tempi in cui il medico, come tutto bagaglio, possedeva soltanto quello che, anche oggi, è chiamato l’occhio clinico. Non c’erano, naturalmente, né sulfamicidi né antibiotici. Di analisi si parlava appena. Il colera era un flagello anche in Italia e contro il colera, allora, si usavano vapori solforosi, nella speranza di disinfettare gli ambienti. Di elettrocardiogrammi non si parlava. Il medico aveva solo lo stetoscopio e un numero, il trentatrè, per capire quali guai avesse il suo paziente.

 

Le radiografie

Volgendosi indietro in questi ultimi anni della sua lunghissima vita – Cesare Frugoni era nato a Brescia nel 1881 e aveva dunque novantasette anni – il più famoso medico d’Italia deve aver spesso riflettuto sui grandi passi compiuti dalla medicina. Forse nessun uomo di scienza, più di lui, poteva misurare questi passi perché, per un caso del destino, s’era trovato a vivere nel secolo delle scoperte. Quando si laureò, nel 1905, le radiografie, tanto per fare un esempio, venivano usate da sette anni soltanto ed erano lastre oscure nebbiose, difficilissime da interpretare.
Ma il più illustre clinico del nostro paese è rimasto sostanzialmente, fino alla fine, un medico all’antica.

Oggi – diceva – le apparecchiature, i cervelli elettronici rendono facilissime alcune diagnosi, ma non tutte. E noi ci troviamo continuamente di fronte a casi difficili e complicati nei quali solo il cervello umano può arrivare alla giusta conclusione. Se si scinde il binomio psiche del malato – psiche del medico, ossia il rapporto umano, individuale, si fa crollare il tempio della medicina. Le apparecchiature sono le armi non il combattimento. Solo il medico può condurre il combattimento.


Quale era il segreto di Frugoni? L’uomo era entrato già da tempo nella leggenda. Sotto le sue mani sono passati migliaia e migliaia di casi, un numero sterminato, probabilmente incalcolabile. Forse il segreto di Frugoni era proprio quello d’essere un medico all’antica, un buon vecchio medico di quelli che sanno un sacco di cose e che, davanti al malato, non guardano mai l’orologio.
Un vecchio medico all’antica – anche se naturalmente per le sue diagnosi si serviva dei mezzi più moderni – che sapeva conservare il segreto professionale. Mussolini aveva o no la famosa ulcera duodenale? Frugoni si sarà sentito porre questa domanda chissà quante volte. Ma rispondeva invariabilmente:

Mussolini era un buon paziente.

E basta. Certo, anche Mussolini davanti a Frugoni diventava un buon paziente. Perché Frugoni non si piegava. Durante la repubblica di Salò, chiamato da Buffarini Guidi per visitare il dittatore a Gargnano, si rifiutò.

Chi mi deve chiamare non è lei, caro Buffarini, ma il medico curante del paziente.

E a Gargnano Frugoni non andò.
Per molto più di mezzo secolo Frugoni fu chiamato a consulto, dai colleghi, al letto di sovrani, di ministri. Era il medico dei casi estremi. E nessuno è riuscito mai a capire come facesse, con un ritmo di vita frenetico, a dedicarsi anche agli studi e a pubblicare trattati scientifici che fanno ormai parte della storia della medicina, le scoperte della Splenomegalla tromboflebitica, dell’adenoma delle paratiroidi, sulla diagnosi clinica della coronarite di Buerger. Gli studi che fece fra i primi al mondo sull'allergia, sulla genetica, sulla miastenia pseudoparalitica.
Per curare Pajetta che nel 1961 aveva avuto un grave incidente d’automobile sulla strada tra Danzica e Varsavia si recò in Polonia. Andò a Yalta per assistere Togliatti che aveva salvato dalle pallottole di Pallante. Era, a suo modo, un medico condotto, di quelli che si spostano da un paese all’altro con la valigetta e lo stetoscopio.
Una lunghissima vita piena di aneddoti. Qualcuno, nonostante il riserbo, Frugoni se lo lasciava scappare. C’è quello su Marconi.

Marconi era sul letto di morte per un gravissimo attacco di angina. Aveva un'irregolarità anatomica delle ossa del polso per cui, anche solo guardando, riusciva a vederne il battito. Mi chiese: “Frugoni come mai il mio polso non batte e io non sono ancora morto?”. Io tanto per dire quelle parole d’illusione che si usano in simili circostanze risposi: “Non dica queste cose. E’ la posizione”. Ma lui, fisico, non accettò la spiegazione fisica sbagliata. Replicò: “Per le vene si, per le arterie no”. Dopo qualche minuto spirava. Le sue ultime parole furono quindi di rispetto per una legge fisica.


Toscanini, Pizzetti, la regina Elena furono da lui visitati. Re Fuad d’Egitto gli propose di diventare suo medico personale, ma Frugoni rifiutò:

Anche perché – disse – avevo saputo che a corte avrei dovuto portare il fez.

Fuad aveva il terrore delle iniezioni, non voleva vedere un ago. Arriva Frugoni e dice:

Maestà, accetto di curarvi a patto che seguiate ogni mia prescrizione.

Fuad acconsente. E Frugoni:

Allora cominciamo subito con una bella cura di iniezioni.

E il povero Fuad, rassegnato, non soltanto si fece bucare il deretano, ma ogni volta che si sentiva poco bene mandava a chiamare d’urgenza il suo torturatore.
Una vita lunghissima passata al capezzale dei pazienti, in cattedra, nello studio. Frugoni lavorava anche quindici ore al giorno. Forse aveva deciso di diventare un fenomeno vivente per dimostrare la giustezza delle sue teorie, secondo le quali un uomo può vivere fino a cent’anni. Non fumava e non beveva, si nutriva come un passero con un biscotto inzuppato nel latte, asseriva che anche un uomo anziano dovrebbe avere regolari rapporti sessuali. Fino a qualche anno fa seguiva sua moglie, Giulietta Simionato, nelle tournèes all’estero, persino in Giappone. Con Giulietta Simionato s’era sposato, dopo una lunghissima relazione, nel 1965. Lui aveva ottantaquattro anni, lei cinquantasei. Il tempo per lui sembrava contare pochissimo.

Il latino

Sono il più vecchio medico di Roma – diceva – e uno dei più vecchi d’Italia.

Un medico raffinato che ancora a novantacinque anni compiuti citava Platone a memoria. E’ notissimo l’aneddoto che riguarda Togliatti. Quando Togliatti nel luglio del 1948, dopo l’attentato, riprese conoscenza in clinica, disse:

Le azioni umane vanno comprese.

Frugoni, costatata la lucidità del paziente, gli fece notare:

la Citazione non è completa. Spinoza ha scritto: “humanas actiones non ridere, nec lugere, neque detestari, sed intelligere”.

E la conversazione tra il ferito e il medico andò avanti a lungo, tutta in latino.
Frugoni se ne è andato alle soglie dei cent’anni. Il più vecchio, illustre medico del nostro paese, venuto al mondo al tempo dei salassi e delle sanguisughe, ma per il quale nessun segreto della medicina moderna era ignoto, è entrato nella leggenda. Platone nella sua Repubblica bandì i medici. Ma poi ne accettò uno nel Simposio. Doveva essere un medico come Frugoni.